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Sanzioni per farmacisti, veterinari e produttori del farmaco veterinario

Nel Decreto Legislativo n. 193/2006 (all’interno del Titolo VIII: Vigilanza e Sanzioni, art. 108) sono definite le sanzioni, che possono essere a carico del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio, del veterinario o del farmacista.

Salvo che i fatti non costituiscano reato, le sanzioni sono di tipo amministrativo e pecuniario, variabili, a seconda della pericolosità, da 1.549,00 euro a 92.962,00 euro.

 

 

Per esempio, il farmacista che dispensa un medicinale veterinario senza prescrizione (ove richiesta, naturalmente) rischia una sanzione compresa tra 1.549,00 euro e 9.269,00 euro; se dispensa un medicinale veterinario ritirato dal commercio, invece, la sanzione aumenta (tra 10.239,00 e 61.974,00 euro), impennandosi qualora non osservasse i provvedimenti di modifica, di sospensione e di revoca dell’AIC (tra 15.493,00 a 92.962,00 euro).

Nel caso in cui il farmacista o anche il veterinario non rispettassero gli obblighi di farmacovigilanza, rischierebbero entrambi una sanzione compresa tra i 2.600,00 e i 15.500,00 euro.

Il veterinario che non osserva le disposizioni riguardanti l’uso in deroga dei medicinali veterinari (definite negli articoli 10 e 11) rischia una sanzione tra i 1.549,00 e i 9.296,00 euro.

Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio che viola il divieto di pubblicità dei medicinali veterinari o le norme in materia di etichettatura e foglietto illustrativo (definite negli articoli 58, 59, 60 e 61) rischia una sanzione compresa tra i 2.582,00 e i 15.493,00 euro. Ben più consistente, invece, è la sanzione prevista qualora immettesse in commercio medicinali veterinari, o distribuisse all’ingrosso materie prime farmacologicamente attive, senza autorizzazione: tra i 10.239,00 e i 61.974,00 euro.

A tal proposito è interessare leggere l'articolo pubblicato su @mnvioggi dal titolo " SANZIONI PER RICETTE: VINCONO I VETERINARI" dove si mette in luce come non sempre le sanzione definite dagli organi preposti ai controlli siano giustificabili.