Le nuove regole della distribuzione Stampa
Mercoledì 26 Settembre 2012 11:48

FARMACO VETERINARIO: LE NUOVE REGOLE DELLA DISTRIBUZIONE

di Silvia Caruso

È ufficiale: dal 25 marzo il farmaco veterinario è venduto anche nelle parafarmacie e nei corner dei supermercati dove c’è la presenza del farmacista. Il 24 marzo il decreto sulle “liberalizzazioni” diventa legge n. 24 e introduce importanti novità sul sistema distributivo del farmaco e sull’assetto farmaceutico nazionale.

Le novità interessano anche il Codice Comunitario dei Medicinali Veterinari (Dlgs 193/2006) poiché il comma 1 dell’articolo 70 viene modificato come segue:

“La vendita al dettaglio dei medicinali veterinari è effettuata solo dal farmacista in farmacia e negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n.223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n 248, ancorché dietro presentazione di ricetta medica, se prevista come obbligatoria. La vendita nei predetti esercizi commerciali è esclusa per i medicinali richiamati dall’articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni”.

Le parafarmacie così potranno vendere, con o senza ricetta, il farmaco veterinario ma non gli stupefacenti che rimangono un’ esclusiva della farmacia.

Questa novità nella distribuzione del farmaco veterinario ha sollevato molte perplessità da parte di farmacisti e veterinari: da un lato i farmacisti che, perdendo l’esclusiva della distribuzione su ricetta, hanno temuto l’ inizio di una liberalizzazione a 360° del sistema farmaceutico, dall’altro i veterinari che si sono opposti alla distribuzione esclusivamente commerciale che avrebbe portato a una vendita incontrollata del farmaco.
E per chi già svolgeva un’attività di parafarmacia la novità è stata accolta con sicuro interesse ma ancora con molti punti da chiarire, come pubblicato anche da anmviOggi.

Ma prima di questa novità normativa come veniva distribuito il farmaco veterinario?
Ma soprattutto, che cos’è un farmaco veterinario?

FARMACO VETERINARIO E LE SUE CATEGORIE FARMACEUTICHE

 

 

Il medicinale veterinario è definito come “ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative e profilattiche delle malattie animali, che può essere usata sull'animale o somministrata all'animale allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche mediante un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, oppure di stabilire una diagnosi medica”.

La sostanza che identifica il medicinale veterinario potrà essere di origine:

umana, come il sangue ed i suoi derivati;

animale, come microrganismi, animali interi, parti di organi, secrezioni animali, tossine, sostanze ottenute per estrazione, prodotti derivati dal sangue;

vegetale, come microrganismi, piante, parti di piante, secrezioni vegetali, sostanze ottenute per estrazione;

chimica, come elementi, materie chimiche naturali e prodotti chimici di trasformazione e di sintesi.

La definizione di farmaco veterinario, a parte la specie di destinazione, è dunque analoga a quella del farmaco destinato all’uomo.
In veterinaria, però, ci sono differenti categorie farmaceutiche: le specialità medicinali, i medicinali veterinari ad azione immunologica, i medicinali veterinari omeopatici, le premiscele per alimenti medicamentosi e l’ alimento medicamentoso.

Le premiscele medicamentose sono definite come qualsiasi medicinale veterinario preparato in anticipo per la successiva fabbricazione di alimenti medicamentosi che verranno utilizzati poi negli allevamenti.
Il mangime medicato viene prodotto da mangimifici autorizzati e la catena distributiva di premiscele medicamentose e mangimi medicati è ben definita e controllata dal Ministero della Salute, che richiede specifiche autorizzazioni per la distribuzione e la produzione.

Flusso distributivo delle premiscele medicate

Le premiscele per alimenti medicamentosi e l’alimento medicamentoso sono ad esclusiva veterinaria e sono indispensabili per il trattamento farmacologico attraverso la via di somministrazione alimentare.

Il farmaco veterinario è dunque finalizzato al trattamento terapeutico dell’animale ma assumerà un significato differente se destinato alla cura di un animale da compagnia oppure ad un allevamento.
Infatti curare un animale da compagnia vuol dire ripristinare lo stato fisiologico e di benessere a garanzia di una vita più longeva per l’animale.
In allevamento, invece, curare gli animali vuol dire garantire la sicurezza alimentare di carne, latte e uova oltre che mantenere l’ attività imprenditoriale con risvolti economici se gli animali muoiono o non vivono in condizione di benessere. In questo caso perciò c’è una doppia tutela da garantire: la sanità animale e la sanità pubblica.

COME STA CAMBIANDO LA DISTRIBUZIONE DEL FARMACO VETERINARIO?

Il farmacista è coinvolto nella distribuzione del farmaco veterinario ormai da tempo in Italia, mentre nel resto d'Europa la vendita del farmaco veterinario è affidata il più delle volte al veterinario.

 Prima dell’approvazione della Legge n.24, in Italia solo farmacie e grossisti erano autorizzati alla vendita del farmaco veterinario. Provando a mettere a confronto i numeri sul territorio, nella regione Veneto ci sono circa 40 grossisti mentre le farmacie sono oltre 1350.
In linea generale, i grossisti sono i principali distributori del farmaco veterinario in allevamento, mentre le farmacie si occupano della distribuzione diretta al cliente rivolgendosi principalmente all’animale da compagnia.
Ma la presenza di grossisti e farmacie sul territorio nazionale non è uniforme in tutte le regioni.

Con il 6°Censimento Generale dell’Agricoltura-ISTAT- sono stati censiti 210 mila allevamenti da cui risulta un patrimonio zootecnico così suddiviso: 5,7 milioni di bovini, 9,6 milioni di suini, 7,5 milioni di ovini e caprini e 195,4 milioni di avicoli. Il 43% delle aziende zootecniche, ¾ del patrimonio bovino e 87% dei suini sono localizzati nel Nord Italia; Lombardia, Piemonte e Veneto detengono circa il 55% del patrimonio bovino e 85% dei suini (Emilia-Romagna inclusa) mentre il settore avicolo è concentrato in 3 regioni.

Il nuovo sistema distributivo

Questo spiega perché in Veneto, Lombardia, Piemonte ci sono molti grossisti veterinari, che spesso si trovano a distribuire il farmaco veterinario anche in altre regioni italiane. Ma questo sistema distributivo non sempre garantisce la capillarità sul territorio dove la tempestività di un trattamento farmacologico in allevamento è fondamentale.
Ecco perché la distribuzione del farmaco veterinario anche nelle parafarmacie potrebbe colmare questo divario distributivo dove la parafarmacia svolgerà un ruolo intermedio nel sistema distributivo, con i vantaggi della vendita del farmaco umano e veterinario, ma anche con dei limiti come per esempio non poter fornire un farmaco stupefacente o un farmaco prescritto in deroga.

 

FARMACISTA PROTAGONISTA DI UNA DISTRIBUZIONE DOVE L’INFORMAZIONE E’ FONDAMENTALE

Una cosa è certa: che sia grossista, parafarmacia o farmacia il responsabile della distribuzione del farmaco veterinario è il farmacista. È importante dunque che il farmacista sia correttamente aggiornato e informato sulle responsabilità civili e penali, poiché anche un gesto di buona fede o un’abitudine sbagliata potrebbero essere motivo di indagine da parte degli organi competenti.

È bene sapere, per esempio, che la prescrizione in deroga, anche se responsabile è il veterinario, è un eccezione e non un’abitudine; conoscere le ricette medico veterinarie, la corretta spedizione e archiviazione; informarsi tempestivamente se un farmaco viene ritirato dal commercio. Il Codice Comunitario dei Medicinali Veterinari (Dlgs 193/2006) definisce sia le responsabilità che i doveri spettanti al farmacista, ma non sempre la norma è chiara e lascia spazio ad interpretazioni con molti dubbi non ancora del tutto chiariti da parte del Ministero della Salute.

Molti sono gli articoli del D.Lgs 193 che interessano la professione del farmacista, ma i più importanti sono :

l’art. 75 “Norme generali sulla modalità di dispensazione” dove si definiscono gli obblighi di legge per il Medico Veterinario e per le caratteristiche che un farmaco veterinario deve avere per essere dispensato ;

l’art.76 “Prescrizione di medicinali Veterinari” dove al comma 1 si precisa che “e' fatto divieto di fornire medicinali veterinari senza prescrizione medico-veterinaria ove la stessa sia prevista dalle norme vigenti ed in quantità diversa da quella prescritta” e grazie al quale si definiscono gli obblighi di legge per la vendita del farmaco veterinario, la tipologia di ricetta medico veterinaria per il singolo farmaco (se ricetta in triplice copia, non ripetibile, ripetibile), gli obblighi di registrazione da parte del farmacista della vendita e come inviare copia della ricetta;

l’art. 77 “Termine di validità della ricetta” che stabilisce la validità della ricetta in 10 giorni lavorativi dalla data di emissione della ricetta stessa;

l’art.78 “Modalità per la dispensazione dei medicinali veterinari in caso di terapia d'urgenza” che dà la possibilità al farmacista di suggerire e consegnare un medicinale veterinario generico, avente denominazione diversa rispetto a quello prescritto, purché sia più conveniente da un punto di vista economico per l'acquirente.
Deve essere garantita l'identità' della composizione quali - quantitativa del principio attivo, la stessa forma farmaceutica e la specie di destinazione.
Inoltre nel caso in cui sussista l'urgenza di inizio della terapia, se il medicinale veterinario prescritto non e' immediatamente disponibile, il farmacista può consegnare un medicinale veterinario corrispondente purché analogo a quello prescritto nella ricetta per composizione quali – quantitativa del principio attivo e degli eccipienti e per la specie di destinazione, previo assenso del veterinario che ha rilasciato la prescrizione.
L'assenso deve essere regolarizzato nei cinque giorni lavorativi successivi mediante apposita comunicazione del medico veterinario, sottoscritta dallo stesso, da consegnare al farmacista.

Per un farmacista quindi è importante sapere e conoscere bene la norma che regola il farmaco veterinario, perché si trova a essere garante e controllore fra ciò che un medico veterinario prescrive e la dispensazione del farmaco stesso, avendo la possibilità di rifiutare la dispensazione del farmaco se ritiene che la ricetta non sia compilata come previsto dalla normativa.