Uso in deroga mangimi medicati, parte 2 Stampa
Lunedì 22 Ottobre 2012 15:34

Uso in deroga dei mangimi medicati (parte 2)

di Andrea Setti 

Dopo aver trattato, nella prima parte, gli aspetti normativi generali, circa l’uso in deroga dei mangimi medicati e alcune indicazioni univoche che derivano dalla lettura delle ultime due note ministeriali (nota 0005727-P-29/03/2011 e nota 0000567-P-16/01/2012), a seguire sono messe in evidenza le contraddizioni che scaturiscono dalla lettura delle stesse.

Somministrazione di mangimi contenenti più di una premiscela medicata.

La prima nota, trattando la somministrazione di mangimi contenenti più di una premiscela medicata, dice: “resta inteso che le premiscele medicate associate e prescritte dal veterinario devono essere somministrate alla specie di destinazione, nel rispetto della posologia, delle indicazioni terapeutiche e di ogni altra indicazione autorizzata nella relativa AIC”.

Dopo tale nota fare mangimi medicati estemporanei, quindi in deroga, se da una parte consentirebbe ai colleghi prescrittori di usufruire dell’uso in deroga, non consentirebbe loro, però, di non doversi attenere comunque all’AIC, in particolare, contraddicendosi, relativamente alla specie di destinazione (andare in deroga può voler dire anche derogare dalla specie di destinazione).
In poche parole se di fronte ad una patologia polifattoriale (es. Gram+ e Gram-) prescrivo un mangime medicato estemporaneo (due premiscele medicate) devo comunque rispettare:

specie di destinazione,

posologia,

indicazioni,

incompatibilità.

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