Antibiotico-resistenza Stampa
Mercoledì 31 Ottobre 2012 11:47

L'ANTIBIOTICO-RESISTENZA

di Annalisa Scollo

Gli antibiotici rivestono grande importanza nella terapia animale ma anche umana, dunque il loro effetto deve permanere e l’emergenza dell’antibiotico-resistenza va contenuta. Inoltre, sempre maggiori pressioni da parte dell’opinione pubblica spingono gli addetti al settore zootecnico a ridimensionare il management del farmaco. Alla luce della mancanza di nuove molecole che possano tamponare il problema delle resistenza batterica, l’approccio da valutare è certamente un utilizzo razionale degli antibiotici a disposizione e l’affiancamento di strumenti non-farmacologici di management, senza dimenticare l’importanza della biosicurezza. Soprattutto, si rende indispensabile rendere partecipe tutte le figure professionali coinvolte nell’uso dell’antibiotico, dunque non solo i veterinari ma anche gli allevatori.

Ruolo della farmacodinamica del farmaco per evitare la resistenza batterica

Per decenni, il parametro chiave per suggerire la giusta terapia antibiotica con un farmaco è stata la MIC, ovvero la concentrazione minima di antibiotico capace di inibire o bloccare la crescita di una colonia batterica. Tuttavia, trattandosi della più bassa concentrazione efficace, anche poco al di sotto della sua soglia molti batteri sopravvivono. Più recentemente si prende in considerazione la MPC , ovvero la minima concentrazione di antibiotico capace di bloccare la crescita del batterio meno sensibile in una popolazione ad alta densità.

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