Casistiche di campo per i mangimi medicati Stampa
Sabato 01 Dicembre 2012 12:57

Casistiche di campo per i mangimi medicati

di Andrea Setti

Premesso che, come già detto nei precedenti lavori, sulla base delle ultime note ministeriali, tutti i mangimi medicati prodotti estemporaneamente sono assimilati ai trattamenti in deroga, come da artt. 10 e 11 del DLgs. 193/2006, nonché qualsiasi impiego di un medicinale veterinario non conforme a quanto riportato sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto configura un uso in deroga ai sensi degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo n. 193/06, la seguente trattazione analizzerà casistiche di campo, classificandole (uso improprio/uso in deroga) sulla base del dettato normativo.
Saranno di seguito trattate alcune, non infrequenti, situazioni nelle quali si trova il veterinario prescrittore sul campo, relative a utilizzi delle premiscele medicate, prospettando casi pratici di campo, che riguardano l’uso in deroga/improprio di mangimi medicati negli allevamenti intensivi di maiali, a cominciare dal problema “dosaggi”, per passare alla “durata del trattamento”, al “tempo di sospensione” ed alle “associazioni di più premiscele medicate”.

Casistica: DOSAGGI (uso improprio)

Esistono farmaci, quali ad esempio le premiscele medicate, registrati con dosaggi che si possono rivelare insufficienti a seconda della quantità di cibo somministrato, dello stato sanitario della partita di animali e in funzione del peso rapidamente crescente dei soggetti. Quando gli animali da trattare, sono colpiti da patologie intestinali, si presentano astenici, con ipertermia, con sensorio depresso e disidratati, quindi si può determinare che l’assunzione di mangime medicato, da parte degli stessi, subisca un notevole calo influenzando negativamente l’assunzione del farmaco anche del 50%.
Di fronte a tale situazione cosa può fare il veterinario ?

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