Farmacovigilanza, questa sconosciuta Stampa
Sabato 28 Dicembre 2013 12:11

FARMACOVIGILANZA, QUESTA SCONOSCIUTA

di Andrea Setti

La farmacovigilanza è l’insieme delle attività di verifica volte a monitorare, valutare, migliorare la sicurezza e l’efficacia del medicinale veterinario, dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio, ossia durante l’impiego nella pratica clinica.

La farmacovigilanza può essere attiva, o passiva. Quella attiva consiste nel monitoraggio intensivo post-marketing per la valutazione del profilo di sicurezza del medicinale nelle sue reali condizioni d’uso. Quella passiva consiste nelle segnalazioni spontanee di reazioni avverse SAR (Suspected Adverse Reaction) o perdita d’efficacia.

Serve, comunque, a verificare l’attendibilità di tutti i risultati ottenuti nelle sperimentazioni fatte dall’ industria farmaceutica. La valutazione riguarda la qualità, l’efficacia e la sicurezza, in riferimento a:

  • l’animale trattato;
  • il consumatore;
  • chi usa il farmaco;
  • l’ambiente, ossia piante e animali non sottoposti al trattamento, flora e fauna acquatica. 

Posto che nessun medicinale veterinario può essere commercializzato senza A.I.C. da parte del Ministero della Salute o dell’Agenzia Europea per la valutazione dei Medicinali (EMEA), per quanto riguarda, ad esempio, l’efficacia, si tratta di quello che vanta l’industria farmaceutica sull’AIC, ossia sul foglietto illustrativo e che deriva dalla sperimentazione clinica fatta dalla stessa industria farmaceutica.

Questo significa che avviene in condizioni ideali per verificare l’efficacia pura del farmaco, cioè in assenza di terapie e patologie concomitanti, su un basso numero di campioni e per un periodo di breve durata.

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